Green it
Il progetto mira a fondare e istituire un Centro di Ricerca e Disseminazione per tecnologie appropriate nelle immediate vicinanze di Hawassa (Etiopia). Tale centro (Green it! — International Research and Training Center for Appropriate Technologies) sarà responsabile dello sviluppo e della promozione di soluzioni tecnicamente semplici, riproducibili in loco con il coinvolgimento attivo della popolazione locale, performanti a livello pratico, culturalmente assimilabile e socialmente produttivo, al servizio delle comunità rurali e periurbane dell‘Etiopia meridionale e, per estensione, di tutta l‘area della Rift Valley.
L’obiettivo è di favorire l'utilizzo e la diffusione di applicazioni tecnologiche economicamente performanti, ecologicamente, economicamente e socialmente sostenibili, gestibili e replicabili in loco, finalizzate all'ottimizzazione delle attività produttive e di trasformazione del prodotto nei contesti rurali e periurbani della Rift Valley. Con questo, aumentando sia la capacità degli organismi locali di ricerca e sviluppo nel trovare soluzioni convenienti e appropriate ai loro contesti, sia la resilienza delle comunità rurali, grazie a un uso più razionale delle risorse locali (vedi Obiettivi di sviluppo sostenibile n. 1, 2, 4, 7, 10, 11, 12, 17).
- Completati
- In corso
- Da cominciare
- Acqua
- Costruzioni
- Coltura 2.9.2025
Rendere l’acqua potabile in contesti di emergenza grazie a sale da cucina ed energia solare: ecco i due elementi fondanti di CLARA, una tecnologia che ha origine dalla tesi di Donato Patrissi nell’ambito del CAS in Cooperazione e sviluppo e che è evoluta in una start-up in Etiopia. Con il suo Centro competenze cooperazione e sviluppo, la SUPSI opera nell’ambito della cooperazione internazionale ed è attiva su diversi temi: dal “Wash” (Water Sanitation and Hygiene), alla tecnica, dal sociale alla sanità. In questo contesto si inserisce CLARA, un progetto innovativo sfociato in una start-up che, come spesso accade, ha origine da un lavoro di tesi, a conferma dello stretto legame esistente tra formazione, ricerca e imprenditorialità caratteristico delle scuole universitarie professionali.
Nei laghi della Rift Valley, spesso proliferano alcune particolari varietà di cianobatteri. Questi possono essere pericolosi per la salute umana e del bestiame. Con questo progetto, ci si propone di affiancare le istituzioni e l’Università locale nel fare fronte a questa problematica, fornendo strumenti per l’analisi ed una prassi d’intervento per le situazioni di emergenza.
Nelle aree aride e semiaride della Rift Valley, quindi compresa buona parte dell’Etiopia, il legno è una risorsa scarsa e dunque preziosa. La volta nubiana è una antica “woodless technology”, che può entrare a far parte del lessico edilizio locale, con beneficio economico ed ecologico.
Nelle realtà urbane in Etiopia, diventa sempre più comune la costruzione di edifici multipiano. Una tecnologia ibrida che potrebbe ridurre i costi in maniera signifiativa, oltre che avere ricadute economiche sul territorio, è proprio la volta catalana, nella versione messa a punto da F. Guastavino. In sostanza, al posto dei tavelloni in cemento armato alleggerito, si userebbero sottili gusci di pianelle, si risparmiano soldi in materiali importati, per pagare soprattutto manodopera locale.
Creare un collegamento quinquennale tra l’acquedotto di Lugano(AIL) e quello di Hawassa (HWSSO), in modo tale che possa esserci un confronto, uno scambio di competenze ed un comune lavoro teso a migliorare la situazione esistente, per quanto riguarda l’acqua potabile nella città di Hawassa.
Legni di basso pregio, bambù e materiali di riciclo possono essere impiegati in un laboratorio, dove si producano arredi fissi e mobili. Questo permette di occupare delle persone del posto e di meglio impiegare le risorse materiali locali.
Aiutaci a terminare questo progetto5'000 | 11'000 CHF
Nella zona di Hawassa abbiamo una sovraproduzione di latte, che normalmente viene venduto a grandi produttori, per un prezzo all’ingrosso. L’idea è quella di impiegare questa risorsa in maniera più efficiente, insegnando ai contadini locali come trasformare il latte in formaggio, potendolo così vendere con un maggiore profitto, ricchezza che dunque viene trattenuta localmente.
Aiutaci a terminare questo progetto5'000 | 13'000 CHF
Nell’edizione 2023 del Workshop SUPSI, si è deciso di produrre un piccolo spazio coperto a favore di Green it! PLC, nel terreno agricolo appena acquisito. L’idea era quella di un primo magazzino/laboratorio da erigere nel luogo dove ora si effettuano le sperimentazioni agricole ed altre attività.
Aiutaci a terminare questo progetto12'000 | 15'000 CHF
L’idea è quella di produrre un sistema costruttivo per i ponteggi, da impiegare nei cantieri di edilizia convenzionale, fino ad un’altezza di 3 piani. Questo permetterebbe di risparmiare molto legno pregiato, e nel contempo di impiegare una risorsa localmente abbondante come il bambù. Ponteggi più sicuri, a più basso impatto ambientale.
Aiutaci a terminare questo progetto1'000 \ 9'000 CHF
Ai tempi del comunismo, in Etiopia, era il governo a decidere cosa i contadini avrebbero dovuto piantare nei loro terreni. Nei quasi 30 anni successivi, fino ad oggi, le cose sono cambiate solo dal punto di vista formale. I contadini oggi sono liberi di scegliere cosa coltivare, ma è ancora il governo a dare indicazioni e, per gli ibridi (piante che non producono semi fertili come per il mais), a fornire le sementi. Questo ha portato alla diffusione di monocolture di mais, patate e teff: queste tre coltivazioni insieme costituiscono più dell’80% della produzione nazionale. Esistono tuttavia coltivazioni tradizionali locali (falso banano, moringa, caffè) relegate a poche regioni del paese, che risultano di grande interesse per l’alta produttività e la scarsa necessità di concimi e prodotti chimici. A queste se ne aggiungono altre che non sono locali, ma sono impiegate in contesti simili dal punto di vista geoclimatico, che pure hanno un alto potenziale a livello locale (ad esempio quinoa e amaranto).
Aiutaci a terminare questo progetto0 | 500 CHF/anno
I funghi rappresentano una valida fonte di proteine nella dieta, e per questa ragione molti programmi di cooperazione allo sviluppo, oggi, ne propongono la diffusione.
Si intende stabilire una produzione di funghi, dalla coltivazione alla lavorazione, alla vendita. Dopo una sperimentazione di diverse qualità di funghi, si selezionerà quella meglio rispondente alle tipicità locali, si avvierà alla vendita (fresco a livello cittadino, secco a livello nazionale) e se ne monitorerà la scalabilità.
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L’Architetto Fabrizio Carola (Napoli 1931-2019), basandosi sulle antiche tecniche di costruzione delle cupole in terra cruda, trovò un sistema semplice ed efficace per tracciare cupole di sezione ogivale, talmente elementare che persino una manodopera non specializzata riusciva ad impiegarlo.
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La bicicletta è un mezzo di trasporto molto utilizzato nella regione del Sidama, dato il basso costo rispetto alle alter-native e la relativa assenza di grandi dislivelli. I telai che si trovano in commercio sono di produzione cinese e indiana, non essedoci produttori locali di biciclette. Il bambù è un materiale abbondante e molto economico nella regione, e la letteratura sulla produzione di telai per bicicletta in questo materiale è abbondante ed esaustiva. Biciclette di bambù vengono già prodotte in diverse realtà mondiali, anche in Africa, con buoni risultati.
Sostieni questo progetto0 | 11'000 CHF
In Etiopia la maggior parte dei campi viene arata con un aratro a chiodo, azionato da una coppia di buoi. I campi si arano quando inizia la stagione delle piogge, perchè prima il terreno è troppo duro. Tuttavia solo i contadini più ricchi possiedono una coppia di buoi ed un aratro: essi lavorano i propri terreni, per poi affittare il tutto a chi non ha animali propri, ma è comunque abbastanza benestante da poter pagare un affitto significativo. Per ultimi dunque, arano i più poveri, quando le piogge sono incominciate da diverse settimane ormai. Questo fa sì che – se la stagione dovesse essere più breve del solito – i primi a farne le spese saranno proprio i più indigenti.
Aiutaci a terminare questo progetto0 | 8'000 CHF
Green it! possiede un terreno di circa 1000mq in una zona periurbana di Hawassa. Si intende condurvi attività di sperimentazione e produzione legate all’agricoltura e alla trasformazione del prodotto. Il terreno è già stato recintato, vi si è costruito sopra un magazzino (con il workshop di Architettura SUPSI nel 2023) e si è provveduto allo scavo di un pozzo. Per poter impiantare lì alcune attività, è necessario costruirvi una sede.
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Già nel 2022-23 Green it! aveva in programma una sperimentazione su piccola scala di itticultura in vasca, che non è stata portata a termine per questioni organizzative ed economiche. Questa tecnica sta crescendo molto nel continente africano, dato che rappresenta un sistema efficace e vantaggioso per la produzione di proteine alimentari. I laghi sono spesso inquinati sia a livello chimico che batteriologico, cosicchè l’itticultura in vasca rappresenta un’ottima alternativa.
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A termine del progetto, si prevede che le attività siano economicamente sostenibili. Fino ad allora, circa 1000 CHF/mese servono a coprire le spese vive.
30'000 CHF | 36'000 CHF
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